Gentile Utente, ti informiamo che questo sito fa uso di cookie propri e di altri siti al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare.
Se vuoi saperne di più o esprimere le tue preferenze sull'uso dei singoli cookie, clicca qui
Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner, acconsenti all'uso dei cookie.
Changes - il magazine del Gruppo Unipol > Environment > Il 2018 è l’anno dell’economia sociale

 Il 2018 è l’anno dell’economia sociale

Environment

 L’Italia è il primo Paese nell'Unione europea e nel G7 a introdurre ufficialmente nella programmazione economica il Bes-Benessere equo e sostenibile. Cosa vuol dire per imprese e società.

​​​​Nel 2018 saranno passati tre anni da quello che non a torto è stato definito un "anno benedetto" per la sostenibilità, cioè il 2015. In quell'anno tre avvenimenti hanno segnato uno spartiacque epocale: di là il prima, quando la sostenibilità era ancora vista dai più come un nice-to-have; di qua il dopo, in cui essa è divenuta il must-have per eccellenza, cifra fondamentale del faticoso ma inarrestabile processo di costruzione di uno sviluppo degno di questo nome per il pianeta e le generazioni che verranno. Cioè appunto uno sviluppo sostenibile.

In ordine cronologico, i tre avvenimenti cui si fa riferimento sono: l'emanazione dell'enciclica ambientale Laudato si' di Papa Francesco (18 giugno); il lancio dell'Agenda 2030 e degli Obietti di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, o SDGs (25 settembre); la firma dell'Accordo di Parigi sul clima alla Conferenza COP21 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (12 dicembre). Non è difficile prevedere che queste tre date verranno ricordate, celebrate e studiate nei decenni e forse nei secoli a venire. Molto più difficile è immaginare che un anno del genere possa ripetersi, quanto meno a breve. Tuttavia dal 2015 in poi è legittimo e in un certo senso persino doveroso attendersi che ogni anno, e quindi anche il prossimo, possa vedere il realizzarsi di tappe importanti - magari col ritmo accelerato che servirebbe - di quel cammino verso la sostenibilità che si è ormai avviato stabilmente su scala globale. Con nuove sfide che si avvicendano a sfide precedenti, in pratica senza soluzione di continuità. Quali quelle del 2018? In potenza, ovvio, innumerevoli. Di seguito, in ogni caso, si prova ad indicarne alcune che potrebbero risultare di speciale rilevanza. Partendo dall'Italia. 


Il 2018 sarà l'anno in cui la Riforma del Terzo settore definitivamente varata in estate dal Governo italiano entrerà pienamente, o quasi, a regime. Nelle intenzioni la riforma dovrebbe liberare energie per far prendere ulteriore quota all'economia sociale, che già oggi vale circa il 5% del Pil, occupa un milione di persone ed è il contesto nel quale spesso fioriscono esperimenti di innovazione che sarebbe riduttivo categorizzare come sola innovazione sociale, poiché si tratta in realtà di innovazione insieme sociale, economica, non di rado anche finanziaria. Quello che si attende, ed è questa la sfida, è un nuovo protagonismo dell'economia sociale, in particolare della sua parte più produttiva, cioè le imprese e gli imprenditori sociali, specie di nuova leva. Un protagonismo che dia all'economia sociale la forza di contaminare in modo ancora più diffuso e a livelli più profondi che in passato il modello economico-produttivo dominante ma ormai incapace di visione di futuro. Per mostrare che creare ricchezza insieme economica e sociale si può. Che stimolare l'innovazione attraverso la soddisfazione dei bisogni sociali praticando l'ascolto, la partecipazione, l'inclusione, specie quando si dà la possibilità di esprimersi e di contare a chi è ai margini, si può. Che ottimizzare l'utilizzo delle risorse naturali senza depauperarle, ma anzi salvaguardandole e valorizzandole, si può. E che tutto questo, oltre che essere possibile e giusto, in una prospettiva di bene comune semplicemente conviene.

Sostenibilità e indicatori: cosa c'è oltre il Pil

Sempre in Italia un altro banco di prova importante si avrà sul fronte dell'introduzione di quelle nuove chiavi di lettura - e di successivo orientamento - dello sviluppo che vanno solitamente sotto il nome di indicatori alternativi, o "oltre il Pil". Il nostro Paese è stato infatti il primo nell'Unione europea e nel G7 a introdurre ufficialmente nella programmazione economica il Bes-Benessere equo e sostenibile sviluppato da Istat e Cnel. Quest'anno nel Def (Documento di economia e finanza) sono stati inseriti prima in via sperimentale quattro indicatori e poi tutti e dodici gli indicatori del Bes. Ciò significa che il prossimo anno si avrà la prima relazione, attesa per metà febbraio, su come gli indicatori del Bes - a cominciare da quelli introdotti sperimentalmente - si stanno evolvendo e su come le politiche in atto stanno impattando e potranno impattare tale evoluzione. Un passaggio di enorme portata sul piano culturale, ma anche per le ricadute strategiche e operative che ne conseguiranno nel tempo e non certo solo a livello di policy maker. Ci si può attendere che la riflessione sulla migliore integrazione del Bes nelle politiche nazionali costituisca uno dei temi portanti della seconda edizione del Festival dello Sviluppo sostenibile che Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile) promuoverà tra maggio e giugno.

Proviamo ora ad allargare lo sguardo all'Europa, spostandoci in ambito più strettamente finanziario. Per febbraio 2018 è stato annunciato il report definitivo dell'High Level Expert Group (HLEG) on Sustainable Finance istituito dalla Commissione europea a fine 2016 per "colorare" - ma in modo indelebile - di sostenibilità le politiche comunitarie su finanza e investimenti. Il lavoro di HLEG ha già prodotto un Interim report, pubblicato a luglio: le raccomandazioni contenute nel rapporto segnano un'accelerazione forte sull'integrazione di principi, criteri, sulla definizione di regole, strumenti che mettano la sostenibilità al centro del funzionamento del sistema finanziario europeo. Ora bisognerà vedere quali saranno i suggerimenti finali che gli esperti formuleranno, con la Commissione europea come principale interlocutore. Soprattutto, bisognerà vedere quanto di quei suggerimenti verrà effettivamente ripreso nell'agenda delle politiche comunitarie chiamate a plasmare i mercati finanziari del futuro. È una sfida a dir poco fondamentale per lo sviluppo della finanza sostenibile e responsabile (Sri), ambito in cui l'Europa è leader a livello mondiale, e ad essa si guarda con interesse anche da fuori Europa.

C'è anche un'altra iniziativa, appena lanciata, che promette di rappresentare un guanto di sfida in ambito europeo sempre per la finanza Sri. E che ha visto l'Italia protagonista. Il 6 dicembre a Milano è stata infatti annunciata la nascita di Shareholders for Change (Sfc), "Azionisti per il cambiamento". È un network di investitori istituzionali europei che svolgono attività di engagement, vale a dire di confronto e dialogo con le imprese in cui investono al fine di sollecitarle verso comportamenti più sostenibili in senso sociale e ambientale. Ne fanno parte sette realtà europee (due dall'Italia, Fondazione Finanza Etica e Etica Sgr), che complessivamente gestiscono asset per 22 miliardi di euro. Il loro obiettivo è mettere insieme le forze per fare engagement di più e meglio sui temi Esg (ambientali, sociali e di governance) con le società quotate europee. A network già esistenti come quello europeo di Erin, nato nel 2016 su iniziativa dei britannici di ShareAction, e a quello mondiale di Iccr, attivo da inizio anni '70, si aggiunge quindi un nuovo network internazionale che punta sull'engagement come strategia d'investimento responsabile. Una nuova chiamata alle armi per gli azionisti che intendono unirsi nel nome della sostenibilità. Una nuova sfida, ma anche un'opportunità, per le imprese che verranno coinvolte nelle loro iniziative di engagement.​

Si noti che come bussola per orientare la propria azione, Sfc ha scelto l'Agenda 2030 e gli SDGs. È un'ulteriore conferma che ogni giorno di più i Global goals stanno diventando, anche in finanza, il riferimento universale per iniziative e programmi di promozione della sostenibilità. Ad ogni livello, ad ogni latitudine. Perché la mappa della sostenibilità che questi obiettivi hanno saputo disegnare costituisce oggi la roadmap condivisa che l'umanità è chiamata a seguire se vuol dimostrare di prendere sul serio allarmi come quelli legati al climate change, o alle disuguaglianze economiche e sociali in crescita sia fra macro-aree geografiche, sia all'interno di singoli Paesi. Tutto lascia credere, quindi, che gli SDGs rappresenteranno l'ulteriore grande sfida da affrontare in tema di sostenibilità. La si può considerare la sfida delle sfide o, se si vuole, la meta-sfida per il 2018. Ma anche per molti anni a seguire.

 

 

Si apre la corsa agli impact investment<img alt="" src="/environment/PublishingImages/impact%20investing.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/impact-investing-ambiente.aspxSi apre la corsa agli impact investmentPerché il 2018 segna l’inizio della rincorsa tutta italiana verso gli investimenti a impatto positivo per l’ambiente che offrono un ritorno economico. GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Andrea Di Turi2018-01-14T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Clima: basta un colpo di vento<img alt="" src="/environment/PublishingImages/energia%20eolica.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/energia-eolica.aspxClima: basta un colpo di ventoNessuno pensa che l’energia eolica da sola possa essere la risposta alle esigenze globali. Ma le possibilità sono senza limiti e la rivoluzione dietro l’angolo. Perché i costi sono crollati.GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Francesco Pacifico2017-12-05T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Clima: non c'è più tempo<img alt="" src="/environment/PublishingImages/clima%20cop23.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/cop-23-clima-cosa-fare.aspxClima: non c'è più tempoLa conferenza Cop 23 di Bonn ha lasciato molte soluzioni in sospeso. Il prossimo appuntamento è in Polonia dove società civile e delegazioni ufficiali si ritroveranno nel 2018. Cosa c'è da fare. GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Redazione LifeGate2017-11-16T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Clima e rischi per le imprese: il Progetto Derris a COP23<img alt="" src="/environment/PublishingImages/cop23%20derris%20alluvioni%20imprese.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/cop23-alluvione-aziende-derris.aspxClima e rischi per le imprese: il Progetto Derris a COP23Arriva a Bonn il piano che affronta l'impatto del cambiamento climatico sulle aziende. In Italia ci sono oltre 1,6 milioni di imprese a rischio alluvione. Changes ne ha parlato con Marisa Parmigiani, responsabile sostenibilità Gruppo Unipol.GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Redazione LifeGate2017-11-08T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Sri: la partita europea si gioca in Italia<img alt="" src="/environment/PublishingImages/sri%20week.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/sri-week-2018-cosa-c'è-da-sapere.aspxSri: la partita europea si gioca in ItaliaIl dibattito sugli esiti che avrà il lavoro dell'High Level Expert Group è uno dei temi caldi della Sri week, la settimana della finanza sostenibile e responsabile. Ed è al centro dell’evoluzione dell’offerta finanziaria.GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Andrea Di Turi2017-11-06T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

 

 

Jurassic Park: chi sono gli archeologi della biodiversità<img alt="" src="/environment/PublishingImages/biodiversity%20clima%20frutta.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/biodiversity-frutta-animali.aspxJurassic Park: chi sono gli archeologi della biodiversitàRistabilire il vecchio equilibrio naturale ormai compromesso dall’uomo è la loro missione. Così strappano all’oblio antiche varietà di piante e cercano di riportare in vita razze animali estinte. Aiutando il Pianeta.GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2016-11-13T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it
Perché dal clima dipendono reddito e Pil<img alt="" src="/environment/PublishingImages/climate%20change%20ricchezza.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/Clima-ricchezza.aspxPerché dal clima dipendono reddito e PilLa ricchezza prodotta è inversamente proporzionale all’innalzamento delle temperature. Così, da qui alla fine del secolo, il 23% del Prodotto interno lordo globale può andare in fumo. GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberta Caffaratti2016-10-23T22:00:00Zhttp://changes.unipol.it
I Millennials stanno cambiando l'economia<img alt="" src="/environment/PublishingImages/millennials%20consumi.jpg" style="BORDER:0px solid;" />http://changes.unipol.it/environment/Pagine/Millennials-la-generazione-Y.aspxI Millennials stanno cambiando l'economiaIl loro stile di vita, i loro bisogni, stanno imponendo alla società e alle aziende uno dei più profondi cambiamenti della storia. Dal cibo ai trasporti, passando per shopping e finanza, cosa vogliono i nuovi consumatori. GP0|#07df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e;L0|#007df2ac6-ed69-4d0a-8ab3-d6b05407c88e|Environment;GTSet|#e62eaae4-ff72-4b5a-a2d7-8fca6c2e6a45Roberto Valguarnera2016-10-31T23:00:00Zhttp://changes.unipol.it

SEGUI GRUPPO UNIPOL
TAG CLOUD