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Changes - il magazine del Gruppo Unipol > UNHCR > Rifugiati: non lasciamoli soli

 Rifugiati: non lasciamoli soli

UNHCR

 La Giornata mondiale del rifugiato ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla strada della risoluzione dei conflitti. L’impegno del gruppo Unipol al fianco di UNCHR per fornire cure sanitarie ai siriani che vivono in Libano.

​​​​​Soltanto poche settimane fa l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNCHR), Filippo Grandi, ha lanciato l'allarme: senza lo stanziamento di ulteriori fondi, nei prossimi mesi i programmi mensili di assistenza finanziaria saranno ridotti alle circa 60 mila famiglie di rifugiati siriani che vivono in Libano e in Giordania. Questo allarme risuona ancora più forte nella Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, che si è celebrata il 20 giugno 2017. 

L'appuntamento annuale voluto dall'Assemblea generale dell'Onu ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. A livello mondiale la situazione continua ad essere drammatica perché manca ancora la capacità, essenziale, di risolvere i conflitti. E se i conflitti non si risolvono, non possono far altro che aggravarsi con la conseguenza che il numero di persone costrette a fuggire aumenta così come in maniera proporzionale occorrono fondi per aiutarli.

Solo in Libano, per esempio, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr) ha stimato un fabbisogno di 116 milioni di dollari per non mettere a rischio i programmi di assistenza diretta in contanti per i rifugiati, e la situazione non è molto diversa in Giordania dove l'agenzia stima la necessità di 71 milioni di dollari di risorse per fornire assistenza mensile a 30 mila famiglie di rifugiati siriani e a 60 mila siriani che sono bloccati al confine con la Siria.

Ciò che noi vediamo in Europa è un riflesso molto parziale di ciò che le persone stanno vivendo in quelle aree: sono più di cinque milioni i siriani che hanno cercato rifugio nei Paesi più prossimi alla Siria, mentre 6,3 milioni sono sfollati all'interno della Siria. I rifugiati che vivono nell'Unione europea sono 2 milioni, un numero ridotto se pensiamo che sono oltre 65 milioni i richiedenti asilo a livello globale che vivono per quasi il 90% in Paesi poveri. Ma non c'è dubbio che l'Europa non sia ancora attrezzata ad accoglierli.

Il gruppo Unipol ha deciso da tempo di fare la sua parte sulla strada della risoluzione dei conflitti ed è al fianco dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) per offrire assistenza sanitaria ai rifugiati siriani in Libano. Un impegno all'azione che Carlo Cimbri, Unipol Group CEO, ha reso ufficiale nel settembre del 2016 durante il meeting annuale della Clinton Global Initiative (CGI) a New York. La partnership tra Unipol e UNHCR ha l'obiettivo di fornire interventi ospedalieri salvavita e di emergenza – compresi parti naturali o cesarei – ai rifugiati siriani in Libano, il Paese con la più alta concentrazione di rifugiati pro capite al mondo, ovvero oltre un milione di persone a fronte di una popolazione di circa 4 milioni.

Il gruppo Unipol ha preso un impegno di lungo periodo che prevede la copertura del 75% - o del 90% nei casi maggiormente vulnerabili - dei costi di ospedalizzazione dei rifugiati e dei trattamenti che saranno forniti attraverso una rete ospedaliera con la quale UNHCR ha accordi. Questo impegno preso dal gruppo Unipol con UNHCR segue la campagna "Ponti non muri" ideata nel 2015 dal Consiglio italiano per i rifugiati (CIR), finanziata della Fondazione Unipol, con Unipol Gruppo Finanziario, per promuovere misure concrete e alternative alle persona in fuga. In quella occasione lo scopo era potenziare i programmi di reinsediamento, di ammissione umanitaria e sponsorizzazione di ingressi da parte di familiari residenti, gruppi di cittadini e associazioni; oggi l'intento è rendere visibili la solidarietà e l'empatia verso i rifugiati. A questo mira, del resto, la campagna #WithRefugees dell'Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) che amplifica la voce di chi accoglie, rafforzando l'incontro tra comunità locali, rifugiati e richiedenti asilo per promuovere la conoscenza reciproca.

Changes Unipol si propone son questa iniziativa speciale ​di raccontare l'impegno di UNHCR e le storie delle persone che stanno dalla parte della risoluzione dei conflitti e dell'aiuto ai rifugiati.

Buona lettura​

 

 

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